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RICORDI DELLA GUERRA

11 maggio 2013

La storia della moldava Tatiana Bernaskia sfuggita all’arresto nazista

 di MOUSTAFA MARIN

Mia zia Marina mi ha raccontato un episodio che riguardava sua nonna Tatiana Bernaskia, quando aveva l’età di sedici anni: durante la seconda guerra mondiale, erano arrivati i nazisti a Palanca, un paesino nel sud-est della Moldavia, al confine con l’Ucraina. I nazisti catturarono tutte le persone giovani e benestanti, le condussero in una scuola abbandonata; in seguito le caricarono sui camion fino alla prima stazione ferroviaria nella città di Drochia. Tutto questo successe nel 1943 in un inverno molto rigido e freddo con tanta neve.

Tatiana Bernaskia era seduta in terra vicino a tutti gli altri catturati: erano moltissimi, quasi non si sentiva il freddo tanto erano ammassati. Stavano lì da diversi giorni e aspettavano di essere caricati sui camion. La fortuna di Tatiana Bernaskia  fu che dovette andare in bagno e, per poter far questo, bisognava lasciare le scarpe, le calze e le giacche, così i tedeschi erano sicuri che i prigionieri non sarebbero fuggiti perché fuori c’era un freddo intenso. Quando ottenne il permesso di andare in bagno, si voltò e un signore vicino a lei le fece segno di scappare; dato che quell’uomo aveva messo il suo cappello sopra la giacca in modo che sembrasse una persona addormentata, al controllo i nazisti non si accorsero della sua assenza. Lei scappò senza calze, scarpe e giacca nel freddo inverno con tantissima neve fino ad arrivare alla prima fattoria, dove si nascose in un pollaio, in attesa che i camion partissero. Dopo alcuni giorni tornò a casa sua, aveva la madre malata di un tumore al viso e nessuno la curava ormai da parecchio tempo. Di tutte le persone  catturate e caricate sui camion non ebbe più notizie; tra i prigionieri vi erano molti amici e parenti…

L’episodio dimostra quanto la mia bisnonna materna sia stata furba e coraggiosa con una buona dose di fortuna. Questa storia me l’ha resa particolarmente simpatica. Di lei conservo solo una foto in cui spiccano i suoi occhi acuti e un po’ tristi.

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One Comment leave one →
  1. 16 maggio 2013 16:59

    bello marcy

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