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TUTTI FUORI DALL’ERBA

28 aprile 2013

I bambini non possono giocare per l’inquinamento da PCB

caffaro2_interna_nuova

di ANDREA COMETTI

 Qualche settimana fa è andato in onda il programma “Presadiretta “ che ha messo in risalto e ha mostrato i problemi di inquinamento da PCB nella zona di Bescia. I PCB sono sostanze nocive per il corpo umano che si sono iniziate a produrre negli anni trenta e servivano  come isolanti e lubrificanti per trasformatori nelle industrie. È stato esplicitato dagli scienziati che i PCB sono sostanze cancerogene e possono provocare vari tipi di tumori come quello al fegato, alle biliari e al seno. I PCB sono sostanze molto stabili e resistenti, gli unici modi per distruggerli sono l’incenerimento o difficili processi catalitici. A Brescia questi inquinanti sono stati prodotti dalla Caffaro, l’unica industria in Italia a produrre PCB, ora chiusa. Per anni la Caffaro ha scaricato i  rifiuti di PCB in un torrente lì vicino inquinando così le falde acquifere, il terreno circostante e anche i cibi, in quanto l’acqua del torrente era canalizzata e usata per irrigare i campi e dar da bere agli animali. Il PCB assunto dalle mamme attraverso i cibi contaminati è stato trasmesso ai bambini attraverso il latte materno e anche con i  cibi coltivati nell’orto di casa: e pensare che loro  erano convinte di dare ai propri  figli cibo genuino senza sapere che gli stavano facendo del male. Per tenere bassa la falda e cercare di non inquinare vengono pompati ogni anno milioni di litri di acqua, provenienti dal lago d’ Iseo. Le ASL di Brescia, che non possono fare altro che controlli, hanno rilevato valori di PCB nel terreno fino a 5000 volte oltre il valore massimo nella norma. I bambini di una scuola nei pressi della Caffaro non possono giocare nel giardino  perché il terreno è contaminato e  sono costretti a fare ricreazione su una piattaforma di metallo creata appositamente. Fino a dieci anni fa nessuno sapeva niente della contaminazione da PCB a Brescia, anche se erano stati già fatti studi in proposito negli anni 80; in tutto questo tempo il comune di Brescia è stato capace solo di allertare i cittadini con dei cartelli nelle zone contaminate. Come è possibile che le prime informazioni riguardanti l’inquinamento da PCB a Brescia siano pervenute ai cittadini solo dieci anni fa quando gli studi erano già stati fatti da anni? Perché non è ancora stato fatto niente per la bonifica e perché i responsabili non sono stati processati e non hanno pagato i danni ai cittadini come sta facendo l’americana Monsanto nell’altro sito più inquinato del mondo dopo Brescia?  Speriamo che qualcuno intervenga al più presto per risolvere questo grave problema che riguarda da vicino i cittadini bresciani.

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One Comment leave one →
  1. leali296 permalink
    26 maggio 2013 20:29

    hai ragione

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