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ANORESSIA E BULIMIA

15 marzo 2013

I disturbi del comportamento alimentare distruggono la vita di tanti adolescenti.

DI SARA BOMBOI E ROBERTA LAZZARINI

bilanciaLa scienza è sempre più impegnata nel trovare  soluzioni e rimedi a per due gravi problemi che affliggono la società occidentale e che sono in continua crescita: stiamo parlando di anoressia e  bulimia. Questi disturbi alimentari fanno stare molto male e alcune volte conducono alla  morte molte persone, soprattutto giovani. In entrambe le patologie si accompagnano e si mescolano alcune alterazioni metaboliche e ormonali che conseguono allo stato di denutrizione o all’ingerimento eccessivo di cibo.

Anoressia e bulimia a volte possono essere osservate nella stessa persona, come ha confessato una nota giornalista sportiva che ha detto pubblicamente al ”Maurizio Costanzo Show” di aver sofferto di entrambi i disturbi e di esserne uscita a fatica. In Italia circa 3 milioni di persone (cioè il 5% della popolazione) soffre di disturbi alimentari. Anoressia e bulimia psicogena sono gravi patologie che modificano il fisico in modo negativo. Le cause di queste patologie non sono molto conosciute, ma di certo sono da ricercare nella sfera psicologica della persona: possono essere causate da perdite affettive, abbandoni ed eventi traumatici. Per molto tempo la letteratura ha definito strettamente “femminili” queste patologie proprio perché le persone più colpite sono di sesso femminile.

ANORESSIA:letteralmente significa “senza appetito”, ma in realtà è molto peggio della mancanza di appetito, perché nei casi più gravi può portare alla denutrizione e anche alla morte. L’anoressia nervosa è soprattutto frequente nelle ragazze fra i 12 e i 25 anni, mentre tra le ragazze affette da questa patologia sopra i 25 la maggioranza non è sposata. Fino a molti anni fa si credeva che la malattia fosse un semplice disturbo, ma dal 2009 si è scoperto che si tratta di una vera e propria malattia psichiatrica che va affrontata con lunghe terapie le quali devono coinvolgere la famiglia intera assistita da neurologi, dietologi e soprattutto psicologi. Questa patologia si sviluppa a partire dalla sfalsata considerazione  di avere corpo sbagliato. Alcune ragazze pensano di non ricevere l’approvazione degli altri e quindi iniziano a rifiutare il cibo e a praticare un esercizio fisico inadeguato ed esagerato.

Questo fenomeno è in espansione e la fascia di età compresa si sta allargando. L’anoressia nervosa c’era anche nel medioevo: molte donne volevano raggiungere la santità adottando un distacco eccessivo dalla vita, compreso il bisogno del cibo per la sopravvivenza; a quel tempo però, la mancanza di cibo o di pratiche igieniche  non influenzava tanto la vita delle genti e la rinuncia al cibo non era considerata anoressia, ma un sacrificio fondamentale per incontrare Dio. Questa malattia non è facile da prevenire perché le  bambine, ad una certa età, sono influenzate dalla moda e dalla somiglianza al fisico delle modelle che talvolta sono troppo magre. In genere si inizia con una dieta dimagrante che è sollecitata da un’ idea di sovrappeso, però questo tentativo di perdere semplicemente pochi chili si trasforma in una vera e propria ossessione per il fisico e il peso.

Le persone che soffrono si anoressia non si accontentano mai del proprio fisico e per il non raggiungimento di una forma fisica desiderata si privano del cibo e cadono in depressione. L’anoressia nervosa può provocare una vulnerabilità nel carattere, un irregolarità del ciclo mestruale o una stitichezza eccessiva. Il Giappone ha il record di questa sindrome e sembra che in Italia sia in aumento. Si tratta perlopiù di adolescenti (quasi tutte donne) che vengono descritte con un’intelligenza superiore rispetto alla norma che di poter fare tutto quello che vogliono e di non dover ascoltare gli altri. Questi squilibri riguardano spesso il mal funzionamento nei rapporti sentimentali con la famiglia, gli amici o il fidanzato.

BULIMIA:tradotto letteralmente significa “fame da bue” e si tratta di una patologia che apparentemente si può collegare all’opposto dell’anoressia. La bulimia consiste in una incontrollabile necessità di cibo, gli obesi pensano che mangiando si possa soffocare il dolore prodotto da problemi sentimentali molto simili a quelli dell’anoressia. Queste abbuffate creano nelle giovani donne enormi sensi di colpa e quindi dopo aver ingurgitato  cibo  esse si provocano  il vomito.  L’azione del provocarsi il vomito era già praticata dai romani, ancora ai tempi di Giulio Cesare, che ingerivano una quantità di vino e cibo eccessiva che poi vomitavano volontariamente per continuare a bere e mangiare senza più fermarsi. In realtà più che bulimici queste persone erano persone che mangiavano e bevevano in modo disordinato che a volte diventano nervosi e cadevano, come nel caso dell’anoressia, in una depressione. Rispetto all’anoressia la bulimia può passare inosservata e non sempre influisce sull’aspetto delle persone: il bulimico infatti non manifesta caratteristiche diverse al proprio fisico, perché una sufficiente quantità di cibo non viene assimilata da tutto l’organismo. Lady Diana aveva confessato pubblicamente di soffrire di bulimia e che per colpa di una nevrosi che aveva avuto fino da adolescente e che si era portata via fino all’età adulta. In moltissimi casi è difficile guarire da questa patologia, anche perché si può concludere tragicamente. La bulimia si manifesta verso i 18-19 anni, quindi arriva più tardi dell’anoressia. Ogni anno nel nostro paese oltre 10 mila persone si ammalano di bulimia

Il nostro pensiero è che molte ragazze che sono di corporatura normale, ma non esile inizino a pensare di essere grasse e quindi cerchino di dimagrire in un modo veramente troppo eccessivo o, come nel caso della bulimia, pensiamo che ognuno debba sentirsi bene con se stesso e soprattutto non soffocare il dolore con il cibo. Tutte le persone non sono perfette e hanno dei difetti, ma ogni essere vivente su questa terra è unico e stupendo così com’è; perciò non deve cercare di assomigliare ad altri/e perché non si sentirebbe a suo agio e cosa più importante non sarebbe mai contento di ciò che è diventato.

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