Vai al contenuto

IO, ESPLORATORE DEL ‘400

23 gennaio 2013

l4vol8-caravelladi PIETRO CASTEGNERO

Era l’anno 1492, durante un agosto caldissimo, rovente. I sovrani di Spagna, Ferdinando di Castiglia e Isabella d’Aragona, cercavano un impavido esploratore  in grado di superare la minaccia dei Turchi Ottomani.

Fino ad allora, tutte le navi che dirette alle Indie, erano state attaccate e affondate dalla ferocissima flotta turca.

Il re e la regina erano disperati: nessuno voleva morire combattendo contro “i predoni del mare”.

Allora mi proposi io. Mi chiamavo Cristoforo Castegnero, ed ero un trentenne molto devoto e fedele ai sovrani.

Loro, benché titubanti, mi accordarono la propria fiducia.

Gli raccontai un piano su cui avevo riflettuto tanto tempo: navigare verso occidente, evitando i turchi, per arrivare alle Indie.

Si erano complimentati per la brillante idea e avevano deciso di finanziare la mia esplorazione.

Con i loro soldi acquistai una barca da poco arrivata in porto, la orgogliosa “Fortezza del Mar”. Era veramente gigantesca: lunga intorno ai cinquanta metri, odorava di legno fresco e anche di salsedine. Le sue assi erano lunghe, diritte e lucide come di vetro. Il ponte aveva ben tre alberi, grossi e alti come delle colonne. Quello centrale aveva ricamato sulla vela il simbolo della Spagna, una corona rossa su campo bianco.

L’equipaggio che avevo comprato era formato da alcuni soldati reali, moltissimi marinai e altrettanti mozzi. Tutti loro avevano una grande esperienza nell’arte della navigazione. Avevano archibugi, coltelli e daghe. I soldati erano corazzati con armature di ferro, che producevano un rumore infernale quando si muovevano.

Non mi ero dimenticato il cibo. Tra le scorte nella stiva, avevo inserito molta frutta e verdura. Tutte le spedizioni precedenti erano state decimate dallo scorbuto, una malattia legata alla mancanza di vitamina C.

Eravamo emozionatissimi. Pensavo alla gloria che avrei acquistato agli occhi dei sovrani: sarei diventato ricco, famoso e forse mi avrebbero fatto una statua.

Ma avevo anche paura. I pericoli del mare erano sempre in agguato. Senza contare i Turchi, malvagi e senza scrupoli.

Infine c’erano gli animali. Infatti nelle acque più profonde, vivevano gli squali, pronti a frantumare il legno con le loro fauci, i giganteschi capodogli in grado di rompere il ferro e le feroci piovre, sempre popolari nelle leggende.

Molto rapidamente arrivò il giorno della partenza.

I soldati dei sovrani ci salutarono sparando contro il cielo BUM BANG: i proiettili sembravano piccoli uccelli argentati.

Così io e il mio equipaggio lasciammo il sicuro porto di Palos, avanzando verso il mare di piombo, infido e misterioso…

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: