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I giovani e le sigarette

18 gennaio 2012

di SALI MARIAN

A livello nazionale l’organizzazione Cittadinanzattiva è parte di un progetto che, grazie ai senatori Ignazio Marino  e Antonio Tomasini, lavora ad un disegno di legge per proibire il fumo in ambito scolastico, anche negli spazi aperti. Non potendo farlo all’interno, gli studenti fumano in cortile (il 70%) o nascosti in bagno (il 49%).

“Nelle scuole italiane non ci sono sufficienti cartelli con il divieto di fumare, scarseggia la vigilanza – spiega Adriana Bizzari, la responsabile scuola di Cittadinanzattiva – e gli adulti non sono sempre modelli positivi”.

Dalle indagini emergono insegnanti troppo tolleranti che, spesso, fanno finta di niente. Alle superiori uno studente su tre fuma a scuola. Nella maggior parte dei casi l’insegnante che sorprende a fumare un alunno lo segnala al Dirigente per una sanzione; alle medie tenta di parlarci per spiegare i rischi a cui va incontro e, qualche volta, avvisa la famiglia.

In questo caso si ripresenta la questione del “buon esempio” perché, se anche i genitori fumano, è difficile pretendere dai figli un atteggiamento diverso.

Alle medie i ragazzi fumano per sentirsi più grandi, mentre il piacere del fumo arriva dopo un anno alle superiori.

Ora si è deciso che negli ambiti scolastici si dovrà eliminare completamente il fumo: la priorità è offrire spazi sicuri, puliti e salubri e va garantita la protezione per chi deve subire il fumo passivo (perché il fumo passivo fa più male di quello attivo) e va ritrovata l’autorevolezza del ruolo dei docenti e dei genitori.

In Italia, secondo i dati del2010, hannodichiarato di essere fumatori il 20% delle donne e il 24% degli uomini adulti, per un totale di 11milioni di persone. Il 20% delle persone  hanno un parere negativo riguardo agli effetti del fumo sulla salute .

Molti studi scientifici hanno dimostrato da tempo che il tabacco è responsabile di 25 malattie, dall’infarto al cancro ai polmoni. Il fumo del tabacco è quindi da considerarsi una vera dipendenza, una malattia per la quale il paziente deve essere aiutato a guarire, che in Italia causa circa 70.000 decessi all’anno e costa oltre 4 miliardi di euro per le ospedalizzazioni.

Lo sport ha una grande importanza educativa, dà la capacità alle persone di capire i propri limiti e di superarli, fornisce delle regole da seguire e dà un grande contributo a superare le condizioni di disagio. A mio parere lo sport può diventare quindi una “cura” efficace per combattere il disagio giovanile e vincere la tentazione del fumo che oggi è considerata una vera tossicodipendenza.

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  1. Francesco zane permalink
    20 gennaio 2012 20:11

    Hai veramente ragione!!!!!

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