L’ alluvione in Liguria
Venerdì 4 novembre 2011 Genova è stata colpita da una forte alluvione che ha lasciato molte persone senza casa e ha causato sei morti. Si sono chiesti aiuti ai comuni di altre città e regioni per “ripulire” la città a seguito del disastro; anche molti giovani volontari sono accorsi e hanno aiutato i soccorritori della Protezione Civile.
A Genova c’è stato quello che, in termini scientifici, viene detto Flash Flood, cioè un’onda considerata, dagli scienziati, anomala che si genera in un bacino piuttosto ristretto per poi diventare enorme e devastante per persone, infrastrutture, case e auto. Si pensa che l’alluvione si sia generata dal Fereggiano e dal Bisagno, due torrenti a cui non era stato ben controllato e curato il letto.
Purtroppo non solo Genova è stata colpita dall’alluvione, anche le Cinque Terre sono state colpite e devastate, in particolare Monterosso, Vernazza e Borghetto Vara.
La colpa di tutto questo non è della natura, come molti pensano, ma è dell’uomo che non ha costruito argini adeguati intorno a fiumi e torrenti, non ha curato e controllato i loro alvei e ha costruito abitazioni troppo vicine allo scorrimento di questi.
Io sono stata recentemente in Liguria, nella zona delle Cinque Terre, e ho visto i gravi danni causati dall’alluvione, come alberi sradicati, macchine sovrapposte e poi molte strade e spiagge allagate completamente. Quello che io ho visto è stata solo una parte dei gravi danni causati dall’alluvione, ma è stato scioccante e mi dispiace per tutti coloro che ora stanno piangendo i loro morti.
Adolescenza: sempre più pericolosa
L’adolescenza è il periodo più difficile della nostra esistenza, o almeno così dicono gli adulti che ci circondano tutti i giorni. Anche se sembra strano, sono proprio due semplicissime adolescenti a descrivere la situazione generale di tutti i ragazzi della loro età. All’apperenza gli adolescenti possono sembrare felici e contenti in tutti i momenti della loro giornata, ma questo è vero per metà, perchè in fondo ci sono alcuni problemi che li colpiscono e tante piccole “ battaglie ” che devono affrontare tutti i giorni.
Molte volte questo periodo viene sottovalutato dai genitori, che presi dalle loro cose e dal lavoro non hanno tempo da dedicare ai pensieri e alle preoccupazioni dei propri figli; spesso questi, per sfogarsi, ricorrono a diversi modi e, a volte troppo tardi, si accorgono che hanno sbagliato.
Pensavamo adesso di elencarvi i principali sfoghi o i diversi pericoli che i ragazzi potrebbero correre:
- la droga, che forse è quella che comporta più pericoli;
- iniziare a frequentare “brutti giri” che possono portare alla deliquenza giovanile;
- la baby-prostituzione che diventa sempre più diffusa tra le ragazzine.
Per esprimere meglio il nostro pensiero, abbiamo deciso di prendere ad esempio un ipotetico ragazzo che rappresenterà, in generale, il solito ragazzo “ fuori dalle righe”.
Dodo è un ragazzo benestante, con una famiglia presa da moltissimo lavoro quindi poco seguito; ai parenti pare un ragazzo come tutti gli altri, ma la sua vita fuori casa è “ movimentata” più del dovuto: in giro fa il bullo con gli amici, ruba nei centri commerciali, la sera beve e ha iniziato a fumare già da un bel pezzo; con questo non volevamo descrivere la sua vita in ogni dettaglio, ma era un semplice esempio di quella piccola parte di ragazzi che si trovano in una condizione familiare difficile e che hanno poco senso di responsabilità propria. Ovviamente non tutti gli adolescenti sono così, ma tenevamo a parlare di questa “ parte” che spesso viene trascurata dai più grandi.
I giovani e le sigarette
di SALI MARIAN
A livello nazionale l’organizzazione Cittadinanzattiva è parte di un progetto che, grazie ai senatori Ignazio Marino e Antonio Tomasini, lavora ad un disegno di legge per proibire il fumo in ambito scolastico, anche negli spazi aperti. Non potendo farlo all’interno, gli studenti fumano in cortile (il 70%) o nascosti in bagno (il 49%).
“Nelle scuole italiane non ci sono sufficienti cartelli con il divieto di fumare, scarseggia la vigilanza – spiega Adriana Bizzari, la responsabile scuola di Cittadinanzattiva – e gli adulti non sono sempre modelli positivi”.
Dalle indagini emergono insegnanti troppo tolleranti che, spesso, fanno finta di niente. Alle superiori uno studente su tre fuma a scuola. Nella maggior parte dei casi l’insegnante che sorprende a fumare un alunno lo segnala al Dirigente per una sanzione; alle medie tenta di parlarci per spiegare i rischi a cui va incontro e, qualche volta, avvisa la famiglia.
In questo caso si ripresenta la questione del “buon esempio” perché, se anche i genitori fumano, è difficile pretendere dai figli un atteggiamento diverso.
Alle medie i ragazzi fumano per sentirsi più grandi, mentre il piacere del fumo arriva dopo un anno alle superiori.
Ora si è deciso che negli ambiti scolastici si dovrà eliminare completamente il fumo: la priorità è offrire spazi sicuri, puliti e salubri e va garantita la protezione per chi deve subire il fumo passivo (perché il fumo passivo fa più male di quello attivo) e va ritrovata l’autorevolezza del ruolo dei docenti e dei genitori.
In Italia, secondo i dati del2010, hannodichiarato di essere fumatori il 20% delle donne e il 24% degli uomini adulti, per un totale di 11milioni di persone. Il 20% delle persone hanno un parere negativo riguardo agli effetti del fumo sulla salute .
Molti studi scientifici hanno dimostrato da tempo che il tabacco è responsabile di 25 malattie, dall’infarto al cancro ai polmoni. Il fumo del tabacco è quindi da considerarsi una vera dipendenza, una malattia per la quale il paziente deve essere aiutato a guarire, che in Italia causa circa 70.000 decessi all’anno e costa oltre 4 miliardi di euro per le ospedalizzazioni.
Lo sport ha una grande importanza educativa, dà la capacità alle persone di capire i propri limiti e di superarli, fornisce delle regole da seguire e dà un grande contributo a superare le condizioni di disagio. A mio parere lo sport può diventare quindi una “cura” efficace per combattere il disagio giovanile e vincere la tentazione del fumo che oggi è considerata una vera tossicodipendenza.
PREMIO NOBEL PER LA PACE
di PAOLO GIOTTOLI e CRISTIAN INGROSSO
Il premio Nobel é un riconoscimento di valore mondiale consegnato ogni anno a una o piu’ persone nei campi stabiliti che sono:
– Fisica
– Chimica
– Medicina o fisiologia
– Letteratura
– Pace
– Economia.
Il premio fu istituito dall’industriale svedese Alfred Nobel (1833-1896). La prima assegnazione é stata fatta nella vecchia Accademia Reale di Musica nel 1901. Dal 1968
la Banca di Svezia mise in palio anche il premio per l’ economia in memoria di Alfred. I premi venivano consegnati il 10 dicembre per la morte di Alfred.
Il premio Nobel per la pace viene consegnato ad Oslo sempre secondo un testamento di Alfred Nobel. L’assegnazione di questo non è avvenuta nei seguenti momenti:
- durante la prima Guerra Mondiale.
- durante gli anni delle due guerre mondiali
- durante la seconda guerra mondiale
- durante gli anni della guerra fredda.
Nel 2011 questo premio fu consegnato a tre donne: Ellen Jhonson Sirleaf, Leymah Roberta Gbowee e a Tawakkul Karman. Queste donne hanno meritato il premio per la loro lotta non violenta per la pace, per la giustizia e per i diritti umani.
Il presidente della Liberia Ellen Jhonson Sirleaf fu la prima donna eletta capo dell’ Africa. Nel 2005 decise di governare una nazione politicamente distrutta da due orribili guerre civili e si conquistò la fiducia del popolo. Da allora venne soprannominata “lady di ferro” per la grande destrezza con cui svolse la dura esperienza del 2005.
Leymah Roberta Gbowee, madre di sei figli anche lei liberiana ha sostenuto nel 2005 il successo di Ellen Johnson Sirleaf conducendo il Women of Liberia Mass Action for Peace, un movimento nato in preghiera per la pace delle donne cristiane e islamiche.
Tawakkul Karman madre di nazionalità yemenita, madre di tre figli è il presidente del movimento Women Journalists Without Chains fondato da lei nel 2005 per favorire i diritti umani soprattutto la libertà di pensiero e di parola. Ha combattuto con forza e volontà per l’eliminazione degli abusi e delle corruzioni del proprio governo; inoltre ha mostrato grande abilità nel proteggere lo Yemen dalla terrificante violenza degli integralisti.
IL FESTIVAL COLPISCE ANCORA…
Il famoso festival del fumetto si è tenuto, come di consueto, a Lucca ed è durato dal 29 ottobre al 1° novembre…
A tutti i fortunati che sono andati a Lucca faccio le mie congratulazioni perché hanno scelto un fantastico posto da visitare. Oltre al fatto che Lucca è una magnifica città, ospita il festival “Lucca comics and games “ che è uno dei più famosi festival del fumetto in Europa !!! Per chi non ci è potuto andare, come il sottoscritto, spiego un po’ la meccanica dell’evento: sono stati quattro giorni di gioco e divertimento. Quest’anno è stato ampliato il “Japan palace” famosissima novità inaugurata lo scorso anno. Pur essendo recente il Japan Palace ha già riscosso molto successo tra la popolazione amante dei manga giapponesi ( specie di fumetti giapponesi realizzati dai mangaka). La struttura ha occupato un piano del REAL COLLEGIO dove sono stati presenti dei famosi mangaka.
Il festival si è esteso il più possibile nel centro storico; tra le nuove iniziative ci sono state “Lucca junior 2011” un’ iniziativa riservata ai bambini: i bambini hanno incontrato autori produttori di fumetti e illustratori; sono entrati nel mondo del fumetto giocando, imparando, ma soprattutto divertendosi un sacco!!! un’ altra iniziativa è stata il “Lucca music and games” dove gli artisti hanno potuto allietare l’edizione del “Lucca comics and games 2011”. Mi complimento con gli organizzatori perché nessuno di noi sa quanto è difficile organizzare un evento che è conosciuto in tutta Europa; io posso solo immaginare che ardua impresa sia stata realizzare un evento che ha stupito e affascinato le fortunate persone che hanno partecipato all’evento. Quindi a tutti coloro che hanno partecipato al festival ripeto complimenti!!!
McCartney in Italia: il ricordo dei grandi Beatles
Il 26 novembre a Bologna è partito il grande tour di Paul McCartney che si è concluso il 20 dicembre, nella sua Liverpool (quando ho scoperto che veniva a Bologna e io non potevo andare, ci sono rimasto davvero male!).
Paul McCartney era già stato in Italia otto anni fa, a Roma, più precisamente si era esibito nella doppietta Colosseo-Fori Imperiali.
Prima di iniziare il suo spettacolo ha annunciato che lui non aveva mai fatto un concerto a Bologna, il che è molto strano, considerando tutti i tour che ha fatto!
Il pubblico per questo concerto era davvero pazzesco: ventimila biglietti venduti, tra cui quelli di Eros Ramazzotti, Walter Veltroni, Dodi Battaglia dei Pooh e alcuni giocatori del Milan. Quindi potete ben immaginare che è stato davvero un grande spettacolo: è bastato soltanto far vedere l’immagine di Paul sul grande schermo a infiammare il pubblico e, quando è entrato in scena con il suo mandolino, si è scatenata una vera strage (in senso buono, però).
Prima di iniziare a suonare, il cantante inglese ha voluto godersi un minuto di applausi, poi ha accennato ‘O sole mio e, prima di attaccare con Come and Get It, ha annunciato che questa canzone era la prima volta che veniva cantata dal vivo, e con Black Bird ha ricordato che venne scritta per i diritti civili dei neri negli anni ’60. Il cantante ha dato anche dei tributi ad altri miti della musica, come per esempio Jimi Hendrix facendo Foxy Lady e Paperback Writer, poi Here Today l’ha dedicata al suo amico John Lennon.
Un altro personaggio famoso presente al concerto – Lucio Dalla – ha detto che Paul è sempre stato il suo idolo della musica e quello che lo ha aiutato anche a scrivere alcune canzoni ispirate proprio al suo modo di “fare musica”; poi ha anche affermato che lui lo preferisce adesso rispetto a quando cantava con i Beatles.
Dopo essere arrivato a Bologna, McCartney ha subito iniziato le prove; ha fatto un giro per la città (ma senza mangiare le tagliatelle al ragù) e, dopo il concerto, è subito partito per la sua nuova tappa.
Per me questo tour è stato una cosa spettacolare, specialmente perché Paul è e sarà un grande mito della musica internazionale!
BENVENUTI AL VITTOTRIALE DEGLI ITALIANI
di MARTINA PISETTA, ELISA TONELLI e SELENA MONDULOVIC
A volte può sembrare difficile impiegare la domenica pomeriggio in una attività divertente e nello stesso tempo stimolante dal punto di vista culturale. Anziché stare a casa al computer o a giocare con la Play station, perché non visitare un museo o la casa di un celebre poeta? Del resto il nostro territorio offre molte possibilità in questo senso, per esempio la dimora del sommo poeta D’Annunzio.
La casa di D’Annunzio, chiamata il Vittoriale, è stata costruita tra il 1921 e 1938 e si estende per circa 9 ettari, in uno dei punti più panoramici affacciati sul Lago di Garda. La casa conserva ancora tutti gli oggetti di D’Annunzio, che insieme agli arredi testimoniano il gusto fastoso della bella epoque. Attraversando gli ambienti si ha l’impressione di vivere in un’altra epoca. All’esterno si può ammirare un meraviglioso giardino dove D’Annunzio ha creato degli angoli tematici che testimoniano la sua passione per la modernità e la sua sensibilità poetica. All’interno della casa, nel museo della guerra, si può trovare l’aereo SVA con il quale volò per la prima volta su Vienna, lì è anche possibile osservare una mostra fotografica relativa ad alcuni momenti particolarmente significativi della vita del poeta.
Il Vittoriale viene sfruttato al meglio, infatti recentemente hanno aperto nuove sale per i visitatori.
Da qualche hanno in estate fanno bellissimi spettacoli per grandi e piccini all’aperto.
VI AUGURIAMO UNA BUONA VISITA!
Tanti ragazzi in un unico vestito
di ALESSIA MORATTI e GIORGIA NIBOLI
Quando passeggio per le strade e osservo la gente intorno a me mi accorgo che i ragazzi vestono un tipo di abbigliamento comodo e alla moda. La moda permette di indossare praticamente quello che si preferisce. Jeans, magliette bizzarre, maglioni, giubbotti, vestiti, scarpe da ginnastica, allacciate o slacciate a seconda dei gusti fanno parte dei capi di abbigliamento più utilizzati dai giovani. Ogni ragazzo sceglie un tipo di abbigliamento che più si adatta alla propria personalità e caratteristiche fisiche : sportivo, casual, classico o elegante. Tra i ragazzi il modo di vestire identifica il gruppo di appartenenza e molto spesso si vedono gruppi vestiti tutti alla stessa maniera. I mass media fanno in modo che il loro prodotto diventi un “status symbol”, cioè il segno di un gruppo, un look alla portata dei giovani. La pubblicità con un bombardamento eccessivo di messaggi, impone, tramite delle immagini, l’acquisto quello specifico prodotto, che può essere all’ultimo “grido”. È naturale che i giovani desiderino innovare il proprio abbigliamento e farsi accettare, ma è importante scegliere un abbigliamento dove si trovano a proprio agio e non solo per seguire la massa.
Negli anno 60 entrò in commercio il jeans, un materiale molto comodo e pratico fatto di demin un tessuto molto resistente che all’epoca era riservato alla classe operaia. Gli anni 70 videro la nascita degli hippies, schiere di ragazzi che vestivano in modo colorato e sfarzoso molto floreale. Venne il tempo dei punk, in quel periodo tornarono di moda il nero, le spille, le borchie, le capigliature a cresta.
Gli anni 90 furono gli anni della ripresa, si raccolsero i modelli già creati e si riscoprirono formando una vasta gamma tra cui scegliere.
Un make up da urlo!
di SARA BOMBOI e LAURA COMINELLI
Il make up è una passione che attira tutte le ragazze del mondo. Attraverso il trucco il viso tende a ringiovanirsi, anche tutte le star si truccano e in tv sono tutte appariscenti ma nella realtà non sono proprio così. Per fare un bel trucco occorre anche una bella base: noi ve ne proponiamo una delle migliori: se si ha una carnagione nordica bisogna mettere un correttore color avorio. Il correttore serve per coprire le imperfezioni che si hanno sul viso; per applicare il fondotinta bisogna stenderlo bene sul viso con un pennello apposito e questo serve per dare un tocco di bellezza in più; la cipria serve per fissare il trucco e opacizzare la pelle. Il contorno degli occhi è preferibile nero o grigio, sulla palpebra mobile si applica un ombretto tendente al rosa color ghiaccio, l’importante è che rispecchi il colore degli occhi. Sulle ciglia si applica il mascara, se è troppo nero le ciglia sembrano finte. Il colore più adatto è il marrone passato una sola volta. Sulle labbra si applica un rossetto tendente al rosa .Quest’anno, ovvero 2012, va di moda il rossetto color rosso fuoco, ma se si usano rossetti troppo rossi si ha un’ espressione di volgarità. Infine sugli zigomi si applica il fard, detto anche blush dall’inglese, preferibilmente color rosa antico o rosa pastello. Queste due tonalità danno un effetto naturale al viso. Le signore di una certa età mettono sul viso il correttore, il fondotinta, la cipria. La matita degli occhi può essere di vari colori ad esempio marrone, grigia o nera, poi sta a voi la scelta!! La matita per la bocca può essere rossa, marrone o rosina. Lo smalto serve per pitturarsi le unghie dei piedi e delle mani dei vari colori che volete voi. I pigmenti sciolti il più delle volte sono usati come ombretto ma altre volte il pigmento viene usato con il lucidalabbra. Il trucco minerale è usato per le pelli sensibili e non rende la pelle grassa. Illuminanti e terre, possono essere liquidi o in polvere, si usano per dare al viso un tocco di luce, il primer è per fissare il trucco su viso, occhi e labbra.
Questi sono i nostri consigli per il make up speriamo che vi siano stati utili!!
Gli squali: finalmente liberi!
Da sempre gli squali vengono uccisi e lasciati morire in modo crudele solo per avere e mangiare le loro costosissime pinne. Questo fenomeno avviene soprattutto in Cina e a Hong Kong, dove esse vengono offerte in particolare agli hotel di lusso e ai banchetti nuziali.
Finalmente oggi gli albergatori hanno deciso che, a partire dal 1° gennaio del 2012, toglieranno dai loro menù tutti i piatti contenenti pinne di squalo.
Queste sono ricercate in realtà più per il loro alto costo che non per il gusto. Infatti una pinna di squalo costa mediamente 1000 euro e per una piccola ciotola di zuppa si devono pagare circa 70 euro.
La pratica usata per uccidere questi squali è una pesca crudele in cui l’animale viene pescato e gli viene tagliata la pinna, ancora da vivo. Poi viene rimandato in acqua e, privo di questa parte del corpo, lo squalo, non potendo nuotare, muore.
Gli animalisti hanno anche organizzato una campagna contro il consumo delle pinne di squalo che sta avendo effetto anche in Cina.
Secondo i dati Onu, due anni fa i pescatori dell’UE avrebbero pescato oltre 110000 tonnellate di squalo.
Tutto questo sta portando molte specie all’estinzione.
Alla televisione ho visto delle immagini sulla caccia allo squalo e mi ha colpito molto la crudeltà di questo tipo di pesca.
Di solito gli squali sono conosciuti come grandi predatori, ma in questo caso penso che siano la povera preda e l’uomo ha invece la parte del cattivo.
Era ora che finisse la caccia agli squali perché essi erano catturati solo per le loro pinne, per poi essere ributtati in mare e lasciati morire dissanguati o mangiati da altri squali.




